Musica rovinata

Andrea Comandini inizia a calcare i palchi nel 1987 e da allora di musica e di strada ne ha fatta veramente tanta realizzando alcuni dischi suoi e producendone molti di altri. Ancora oggi, stretto in un ring di provincia, continua a combattere con la necessità di fare-la-musica fuori dai crismi del professionismo dei dischi stampati e basta solo questo per renderlo ai miei occhi un eroe della cultura musicale italiana. Nel 2012 è pronta la raccolta di canzoni Figlio del diavolo disponibile in download digitale gratuito.

“Abbia inizio la guerra” con i suoi rumori, le sue interferenze e i feedback di chitarra è una buona premessa per quest’album. Quello di Marquez è un rock elettronico ossessivo in cui si contrappongono chitarre elettriche dal ritmo tribale, acustiche dal suono caldo e dolce, ostinati arpeggi, sintetismi celebrali, atmosfere concrete e surreali musicalmente in continua evoluzione ed un cantato che, sebbene adattato di volta in volta alle esigenze del pezzo, paga il suo tributo ai grandi cantautori italiani del passato e del presente diventando esso stesso fonte di ispirazione per quelli del futuro.
La titletrack “Figlio del diavolo” si distingue per la sua cadenza countryfolk diabolica ed il suo essere celentanico. Di sicuro in questo disco non ci si annoia per niente e tra una traccia e l’altra mi ritrovo ad attraversare panorami musicali molto differenti tra di loro come la surreale “Al fuoco” con le sue atmosphere post elettroniche o la nostalgica “Firenze in marzo” con le sue chitarre dal suono immenso da urlare nei falò con le mani al cielo.
Rimango stordito dalla surreale “Interludio” e colpito dalla cruda semplicità del “La verità” e dal susseguirsi di belle canzoni contenute in questo grande lavoro mentre tra le righe degli arrangiamenti vengo inebriato attraverso echi di riletture di personaggi come Schulze o Franco Battiato. L’intera tracklist meriterebbe di essere elencata nella recensione ma preferisco glissare citando solo il gran finale di questo disco affidato alla psichedelica devastante sonorità di “Rmn” a chiusura di un cerchio musicale e concettuale ed in un certo senso alchemico.

Marquez sa trasmettere emozioni a chi lo ascolta e lo fa attraverso un linguaggio diretto ed una musica che attinge ad una sorgente interiore a quanto pare inesauribile se dopo 25 anni riesce a tirar fuori brani di incredibile freschezza. Un disco che mi sento di consigliare a chiunque abbia voglia di ascoltare qualcosa di nuovo, di interessante e di bello.

Tadd Euro su MusicaRovinata

> Vai alla pagina della recensione
> Vai alla home di Musica Rovinata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *