Ondalternativa su “Figlio del diavolo”

Come titolo è forte, come contenuti spacca! Ecco, se potessi scegliere uno slogan per promuovere quest’album, ci metterei questo. Si, perché il nuovo lavoro del genio Marquez non se la sente proprio di passare inosservato. E’ un disco completo, è un disco melodico, è un disco cupo, è un disco allegro, è un disco che, in fin dei conti, sa accontentare tutti.
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Vivalowcost parla di Marquez

Perchè Marquez incuriosisce? Cosa ha Marquez di particolare? Per rispondere a queste domande innanzitutto vi rimando all’ascolto dell’album; poi dico che “Figlio del diavolo” è un’autoproduzione nata in tempi brevissimi che strega dal primo all’ultimo accordo. Un desiderio di concretezza che cristallizza un approccio rock-blues in dodici tracce (in italiano) che deflagrano e si proiettano sulla realtà.
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La recensione di Shiver

È del 2004 la prima avventura di Marquez, ovvero la multiforme creatura di Andrea Comandini; prima molta gavetta sotto altre fattezze, avventure musicali e spirituali, viaggi, lavori, chissà quante cose prima di questo Figlio del diavolo. Arriviamo a febbraio 2012, e come ogni anno dalla restaurazione è periodo di canzonette, frizzi & lazzi, arrangiamenti orchestrali intervallati da gags irresistibili.
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Ritorno alla palude

Bella serata, come sempre, quella passata insieme all’Alligatore nella sua palude. Abbiamo parlato del disco, senza tralasciare citazioni, battute e chiacchere effimere. Il suo blog è davvero ben fatto e lui è secondo me una voce importante tra quelle che si occupano di musica in italia, di quella che magari rimane più difficile da scoprire, ma che alla fine, perchè no, rimane.
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