Extra Music Magazine

Nel 2004 Marquez, creatura di Andrea Comandini, muoveva i suoi primi passi alla volta della musica. Quest’anno, in un freddo febbraio, Comandini decide di dare alla luce questo suo nuovo lavoro, lo fa avvalendosi per oltre due terzi dell’album della sua sola mente e dei muscoli delle sue braccia.

Autoprodotto, arrangiato, suonato e concepito da questo fuoriclasse, ”Figlio Del Diavolo” mostra tendini e muscoli, pancia e cervello, imponendosi come un lavoro importante che necessita di un ascolto attento. Non lo si può trattare con indifferenza o con sufficienza, una volta posti all’ascolto le sue tracce vi imporranno di prestare la massima attenzione. Le idee trovano una naturale evoluzione nei suoni scelti, nel terreno fertile degli arrangiamenti particolari e nella fantasia di quest’ottimo performer.
Il disco è proteiforme, va a citare man mano ballate acustiche (In Giugno), passaggi psichedelici (Meno Male Che Non Dormo Mai), virate abrasive (Abbia Inizio La Guerra) e territori blues nella titletrack che assomiglia molto da vicino a un brano dei Bud Spencer Blues Explosion (arrivateci da soli).
Bellezza fusa con intensità per canzoni dal piglio irruento, dall’atteggiamento sfottente, con la stessa stabilità della nitroglicerina. Allo stesso tempo le atmosfere sono evocative, sognanti per un attimo, quanto basta alla psiche di Marquez per cambiare rotta in modo del tutto imprevedibile e spiazzante.
Un capitolo a parte meriterebbero i testi, sono la classica ciliegina sulla torta, sta a voi muovere il culo e spendere qualche soldo per questo cantautore con le palle cubiche.

Giuseppe Celano su Extra Music Magazine

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