Il figlio del diavolo “boxato” su Rockerilla

Warning: file_get_contents(http://www.linkedin.com/countserv/count/share?url=http://www.marquezonline.com/il-figlio-del-diavolo-boxato-su-rockerilla/&format=json): failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /web/htdocs/www.marquezonline.com/home/lostatodellecose/wp-content/plugins/tk-social-share/tk-social-counter.php on line 145

La notizia è che questo Figlio del diavolo è piuttosto alternativo: non veste Prada, ama la chitarra elettrica e il basso sincopato, probabilmente cela una passione per l’indie-rock inglese sotto ruvidi riff dal sapore retrò e si sballa con l’incedere ritmico e ossessivo delle percussioni.

Se aggiungiamo che ha un animo sofisticato e romantico più che tenebroso, dorme poco e non riempie i block-notes delle solite banalità, comprendiamo come il terzo full-length dei Marquez abbia in realtà ben poco di blasfemo, anche se non disdegna vorticose discese in universi armonici non meglio identificati. Il confronto con la solitudine artistica del suo autore, Andrea Comandini, sta alla base di un lavoro per certi versi dicotomico, nel senso che le liriche e gli arrangiamenti sono un ipnotico gioco di contrasti tra atmosfere terrene pervase da suggestioni oniriche, enfatizzate in alcuni passaggi dalla ripetitività di ritmi e versi, come in una sorta di mantra che si dilata su avvolgenti tappeti di tastiere. La formula funziona: dodici tracce che scivolano senza cali di tensione, tra cui due gemme come Firenze in marzo e Meno male che non dormo quasi mai, anche se alcune scelte stilistiche non brillano per originalità, ammiccando a un certo alternative-rock a metà strada fra Afterhours e Teatro degli Orrori.

Maurizio Maschio
Rockerilla
Febbraio 2012

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *